Blog di discussione su enogastronomia per chi, come la Confraternita delle Franche Forchette, è sempre alla ricerca della sublimazione della tavola in tutte le sue declinazioni: cucina, vino e sala.



giovedì 23 aprile 2015

Agape di Aprile, Ristorante Piazza Duomo, Alba (CN)



Agape di Aprile: non plus ultra...

Ci sono giorni che rimangono impressi nella storia. E nella storia della Confraternita ci sono Agapi che saranno ricordate negli anni a venire. Tante volte ho sentito narrare la famosa Agape di Sauternes da Pinchiorri, invidiando gli allora presenti. E come dimenticare il bellissimo pranzo al Gambero Rosso di San Vincenzo, in cui digerimmo volentieri anche le contravvenzioni che lasciammo sugli autovelox della Fi-Pi-Li (erano i tempi eroici in cui ci spostavamo ancora con i nostri mezzi...). E una memorabile, incredibile Agape di caccia che anni fa trascorremmo da Mauro Uliassi.
Negli anni a venire i dodici fortunati partecipanti a quest'Agape racconteranno ancora di quel pranzo ad Alba, accolti da una serie fantasmagorica di amuse bouche: quattro bottiglie di Casa Caterina già prosciugate ancor prima di cominciare il menu vero e proprio, in abbinamento ad una sequenza di oltre un'ora di sorprendenti ed inattesi benvenuti dalla cucina di Enrico Crippa, con un computo finale di 22 bottiglie lasciate sul campo degli abbinamenti ispirati dal geniale sommelier, e grande persona di sala, Vincenzo Donatiello.
Ma, come al solito, cominciamo il nostro racconto dall'inizio...
La partenza, prudentemente fissata ad un orario antelucano in funzione della velocità del pulmino limitata a 100 Km/h, ci permette di arrivare ad Alba con largo anticipo sull'orario previsto, per cui niente di meglio che fare qualche acquisto in una fornitissima enoteca del centro, sfuggendo così all'affollatissimo mercato che al Sabato mattina riempie le vie centrali di Alba.
Poi, con puntualità svizzera dettata sia dalla fame che soprattutto dalle aspettative di chi non aveva ancora varcato questa soglia, ci sediamo al tavolo imperiale nella saletta del Ristorante Piazza Duomo.
E qui potrebbe cominciare una sequenza, a tratti forse noiosa, di superlativi e di parole come genialità, maestria, precisione... 
Lasciamo che siano invece le immagini a trasmettere le sensazioni...

Pronti, ai posti, via...




Spugna di bietola e polvere di cappero

Finte olive, sfoglie con panna affumicata e aringa e con mandorla e acciuga
 
Cannoli di sgombro e olive nere
Gingerino e foie gras

Cavoletto di Bruxelles fermentato con senape

Ficoide con limone al sale


Nessun commento a questa prima serie di piatti, se non che la genialià risiede anche nella sublimazione di un semplice cavoletto. Comunque, giunti a questo punto, il nostro menu doveva ancora cominciare...

Abbandoniamo la Cuvée 60 di Casa Caterina per il Gavi Marne Bianco 2013, da bere "con il naso" in funzione dei bellissimi profumi, che si ritrovano poi nel primo piatto del menu...

Verdure stagionate

E a seguire...


Insalata 21...31...41...51

I numeri indicano gli ingredienti che possono comporre l'insalata, cambiati giornalmente seguendo l'andamento stagionale e raccolti tutte le mattine nell'orto del ristorante. Cialda croccante ed infuso di miso completano questo sorprendente piatto.



Merluzzo e mandorle
Asparagi e olio

Affascinante l'abbinamento di questi due piatti con il Jura Savagnin 2010 di Tissot.
Manca, colpevolmente, la fotografia del piatto successivo, Crema di patate e Lapsang Souchong, che abbiamo abbinato all'Oestricher Lenchsen Spatlase 2004 di PJ Kuhn.

Filetto al pepe verde

Omaggio di Crippa ad un' icona degli anni 80: succulento e goloso, viene abbinato ad un moscato rosa vinificato secco, il Rosantico di Bressan (chapeau per l'abbinamento). Da notare il colore della ceramica, pensato per esaltare la coreografia del piatto.


Riso rosa e gamberi

Piatto proposto già da qualche anno sulle tavole di Piazza Duomo e che si appresta a diventare un classico della cucina di Enrico Crippa: riso carnaroli mantecato al burro di rose con riduzione di barbabietola rossa, gamberi appena scottati ricoperti di fiori freschi... A questi livelli non è possibile parlare di piatto da gamella, perchè in realtà lo sono tutti... Però, credo che i ricordi migliori di quest'Agape, ovvero i primi piatti ad essere ricordati, saranno il filetto al pepe verde e questo magnifico risotto.
Anche in questo caso abbinamento assolutamente non banale con un rosso della Maremma agile e scattante, l'Alicante 2012 di Ampelaia.


Agnello e camomilla
Divertente, e didattico, il gioco proposto da Vincenzo con l'abbinamento su questo piatto (eccellente, ca va sans dire): due rossi, notevoli a dir poco, entrambi dell'annata 2000, serviti dentro i decanter e quindi alla cieca. 
Se il secondo era netta borgogna, più d'uno di noi, compreso il sottoscritto, ha avuto difficoltà ad individuare il primo, il cui colore piuttosto carico, con riflessi ancora sul rubino, mascherava l'origine langarola.

2000 vs. 2000


Liquirizia


Arriviamo al dessert dopo quasi cinque ore volate fra effetti speciali, colpi di genio e perfezione, sia nel piatto che in sala, il cui cronometrico servizio non ha ceduto nemmeno un attimo alla lunga distanza di quest'Agape.
Alla fine, ovviamente Gran Clangor.
E se tutti i Gran Clangor sono meritati, questo è il caso in cui, forse, alcuni sono più meritati di altri.
Grazie Enrico e Vincenzo per la magnifica esperienza.













Alla prossima... In terra di Romagna.







Ristorante Piazza Duomo
Piazza Risorgimento, 4  Alba (CN)























domenica 22 marzo 2015

Agape di Marzo, Ristorante Al Cambio, Bologna






Agape di Marzo: nemo propheta in patria.

Protagonista della nostra Agape di questo mese, un bolognese DOC, Massimiliano Poggi, che dal 1991 dispensa dosi di alta cucina nel suo ristorante di Via Stalingrado 150.
Seguendo la linea scelta dal nostro Credenziere per l'anno in corso, che prevede una maggior frequentazione delle eccellenze locali, dopo l'Agape Gentile di Febbraio in Via Indipendenza, ci ritroviamo in Marzo poco oltre i viali di circonvallazione, al ristorante Al Cambio, già sede in passato di un paio di Agapi che si perdono però nella notte dei tempi.
E' un dato di fatto che, a Bologna e dintorni, si stia vivendo una primavera gastronomica in cui si susseguono nuove aperture, cambi di indirizzi e rinascite di Chef che propongono una cucina rinnovata nelle tecniche e negli ingredienti. A questo si aggiungono un associazionismo fra Chef foriero di crescita ed un proliferare di eventi enogastronomici mai visto prima nella nostra città.
Fra i protagonisti di questa novelle vague, un ruolo di primo piano spetta sicuramente al nostro concittadino Max Poggi, ed è quindi nel suo ristorante che ci diamo appuntamento per celebrare la nostra Agape mensile. 
L'eccellente saluto dalla cucina (foto sopra), un ovetto di nocciola e foie gras, mela renetta, pan brioche croccante ed una precisa dose di balsamico ad apportare uno sprint acido necessario per alleggerire il tutto, è gia un ottimo auspicio per il prosieguo della serata. 
Per quest'Agape il Maestro d'Anfora ha ritenuto di proporre, per una volta, solamente vini del nostro territorio, spaziando non oltre la parte di Romagna a noi più vicina; per cominciare ci viene quindi servito il Gaudium un notevole metodo classico, a base Pignoletto, prodotto con metodo biologico sulle prime colline sopra Casalecchio di Reno dall'Az'Agr. Oro di Diamanti.
Scampi siciliani, cavolfiore e bottarga: note verdi, iodate e croccanti in questo piatto ottimo ed esteticamente molto bello, in cui la delicatezza dello scampo si dissolve negli altri ingredienti.
In abbinamento a questo piatto abbiamo proposto un Sauvignon dei Colli Bolognesi, dall'Azienda La Torricella di Savigno il Mastro Nicola 2013, probabilmente la miglior espressione in questo momento del Sauvignon sui nostri colli.
Le lumache si amano o si odiano, noi che non soffriamo di queste tristi idiosincrasie abbiamo apprezzato questa sublime versione proposta da Max, in cui le lumache sono arricchite con il classico pesto al parmigiano, le mandorle apportano croccantezza e il verde della bietola sgrassa e apporta una piacevole componente amaricante: un grande piatto.


                       Lumache, mandorle e verde

La proposta nei calici si sposta a Faenza, con l'ottima Albana Sabbiagialla 2013 della Cantina San Biagio Vecchio che si abbina particolarmente bene al piatto.




Sempre lo stesso vino ad accompagnare anche il piatto successivo, tortelli di carciofi in brodo di scampi, delicata pasta ripiena che gioca sul contrasto tra la dolcezza dello scampo e il ripieno di carciofi, il tutto perfettamente legato dal brodo di scampi. Forse solo lo spessore della pasta va ad interferire con un risultato altrimenti eccellente.




Rimaniamo sempre in provincia di Ravenna con il vino successivo, il GS 2011 dell'Az.Agr. Costa Archi, un grande Sangiovese di Castelbolognese con spiccate caratteristiche toscane (viene infatti prodotto anche con cloni di Sangiovese BBS11, Brunello Biondi Santi, vite 11).


Su questo vino Max sfodera un ottimo secondo piatto travestito da pasta ripiena, i ravioli di castrato nostrano, cardi e tartufo nero


Piatto di grande struttura, che solo la sfoglia trasforma in un primo, reso solo più delicato dalla presenza del cardo. 
E poi il piatto della serata. 
Durante la consueta prova per costruire il menu dell'Agape ci era piaciuta moltissimo la Faraona al barbecue con pepe nero e rabarbaro candito, tanto che l'avevamo inserita come piatto finale prima dei dessert. Poi il giorno prima dell'Agape, a menu già stampati, la telefonata di Max: "Mi sono arrivati dei piccioni bellissimi..."
Detto fatto. L'apoteosi.
La Confraternita ha sempre avuto un debole per il piccione, negli annali sono ancora vividi i ricordi di quello di Arnolfo e della Tenda rossa... Da questa sera anche il piccione di Massimiliano Poggi sarà un termine di paragone per i futuri assaggi. Servito allo stesso modo della faraona, con rabarbaro candito e pepe nero, e glassato con il suo fondo. 
Rossa la cottura, ma di un rosso perfetto, millimetrico. Peccato solo per i Confratelli assenti che non hanno potuto godere dello spettacolare volatile.
L'aspetto talmente goloso ha persino trasceso la fotografia, cosicchè il magnifico piccione rimarrà impresso solo nella nostra memoria.
Ulteriore goduria sensoriale l'abbinamento con il GS 2011. Chapeau.
Pausa defaticante con un fresco pre dessert: Crema di lambrusco e lamponi ghiacciati, piacevole il contrasto tra il freddo della crema e il ghiacciato dei lamponi, il tutto avvolto da una piacevolissima acidità.
Cantina San Biagio Vecchio anche per il vino da dessert: Quintessenza 2012, un'Albana passita che si allontana dallo stereotipo dolce al limite dello stucchevole: questa si presenta piuttosto alcolica, ma con un residuo zuccherino non invadente e sostenuto da una bella acidità. Particolare e piacevole la chiusura tannica, sembra quasi di bere un Sabbiagialla dalle caratteristiche amplificate.


"Bolognese" Cheesecake, un tocco di Emilia Romagna in questo dessert a base di squacquerone, con crumble croccante e snellito da una fresca salsa alle pere. 


Quando ormai pensavamo di essere arrivati alla conclusione del nostro viaggio, Massimiliano Poggi estrae ancora una piacevolissima sorpresa dal cilindro : Nocciola, Rum e Campari.


Qualche sorso di Villa Zarri per chiudere questa proficua incursione in un ristorante che rappresenta tanto per la ristorazione bolognese, e che meriterebbe riconoscimenti ben oltre quelli che già può vantare. Probabilmente in città come Milano o Roma avrebbe la fila davanti alla porta tutte le sere, mentre a Bologna, dove tra l'altro riesce a chiudere uno dei ristoranti più belli d'Italia (Leoni ndr.), la risposta del pubblico a questo tipo di cucina rimane ancora tiepida. Nemo Propheta in patria, ma sotto la cenere la brace sembra prendere vigore, e grazie anche alle nuove leve emergenti ed ai giovani già affermati, le cose cominciano a cambiare.
Tornando a noi... A Maggio trasferta nelle Langhe. Alba, stiamo arrivando!

Ristorante Al Cambio
Via Stalingrado, 150, 40128 Bologna
051 328118







 

domenica 22 febbraio 2015

Agape Gentile, Ristorante I Portici, Bologna



Agape di Febbraio, ovvero Agape Gentile


Ebbene si... Una volta all'anno una Confraternita solo apparentemente maschilista e misogina come la nostra, spalanca le sue porte alle gentili consorti e compagne, accogliendole calorosamente al nostro desco imbandito. Quest'anno un calendario propizio ci ha permesso di imbandire l'Agape proprio alla vigilia del giorno di San Valentino.
Molto suggestivo il luogo scelto dal Gran Credenziere per celebrare questo avvenimento: l'ex ghiacciaia dell'Hotel i Portici di Bologna, la cui cucina è affidata alle sapienti mani del giovane Chef napoletano Agostino Iacobucci, unica stella brillante nel centro di Bologna.


L'ambiente, creato dal recupero di un'antica ghiacciaia del XIV sec., gioca su punti luce sapientemente posizionati, mentre un pavimento in cristallo trasparente separa la sala da una porzione di cantina sottostante.
Preludio alla nostra Agape è la visita alle cantine: tortuosi e stretti cunicoli che fungevano da rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale, proteggendo gli abitanti di Palazzo Maccaferri dalle incursioni aeree alleate contro la stazione di Bologna, e che ora invece custodiscono le bottiglie del ristorante.
Durante il percorso si scorgono diverse annate di Yquem, a seguire  Ambonnay e Mesnil 96 di Krug, poi le migliori magnum di langa... La temperatura ci dicono essere costante a 18 gradi, ma a noi sembra di percepirne come minimo due o tre in più.
Le dimensioni della sala purtroppo non ci permettono di sederci attorno ad un unico tavolo imperiale, per cui manca quello spirito fraterno che deriva dal fatto di condividere fra tutti le opinioni sui piatti e sui vini della serata, anche se un particolare effetto acustico (che tutti i bolognesi sicuramente conoscono per averlo provato almeno una volta sotto al voltone del Podestà) causato dalla particolare configurazione architettonica della sala, fa si che un discorso espresso con un tono normale ad un tavolo, sia udito distintamente anche nel tavolo situato al lato opposto della ghiacciaia.

Pani e grissini
                                                                  


                               
Delizioso il benvenuto dalla cucina, fra cui spiccano un fragrante macaron con spuma di mortadella ed un piccolo panino con burro e alici. Mare e terra, nord e sud, matrimoni tra ingredienti appartenenti alle origini dello Chef ed elementi cari al territorio in cui opera, sono alla base della cucina di Agostino Iacobucci che ritroveremo praticamenti in tutti i piatti del nostro menu.
Brindisi iniziale, ed accompagnamento al sostanzioso amuse bouche, un'ottimo Trento DOC, il Methius 2007 di Dorigati.  
Dopo questa partenza la cucina ingrana la quarta e si allunga con il Calamaro, gel di porcini, mandorle e lime 


Esemplare la morbidezza del calamaro, profumato e acidulato dal dosaggio millimetrico del lime, in cui si alternano e sovrappongono note dolci e terrose. 
Acidità agrumate e note minerali vengono riprese dal Maestro d'Anfora nell'abbinamento con il Riesling Haus Klostenberg 2010 di Markus Molitor.
In un ipotetico menu degustazione composto dai migliori piatti che si possono mangiare in questo momento a Bologna e provincia, inserirei sicuramente il prossimo piatto, che del resto è diventato un punto fermo della cucina di Agostino: Ostrica, gelato di mango e gelatina al Campari. 




Le iodate e sapide note dell'ostrica giocano con le dolci contaminazioni tropicali del mango ed entrano in contrasto con l'amaricante gelatina della bevanda meneghina. una sinfonia compiuta. Chapeau. Io di questo ne vorrei un Apecar!
Sull'ostrica cambiamo vino ma rimaniamo sempre in Germania: Scharzhof 2011 di Egon Muller, pur essendo un vino base parliamo del miglior produttore Tedesco, e nel bicchiere si sente... Grande complessità, acidità vibrante ed un residuo zuccherino che allunga a dismisura la persistenza e che richiama la dolcezza del mango.
I timori che in pieno inverno un ambiente come un ex ghiacciaia potesse essere eccessivamente freddo si sciolgono come ghiaccio bollente in una sala che avrebbe potuto essere sicuramente più confortevole con qualche grado in meno... volgiamo uno sguardo di apprensione sotto i nostri piedi, ai vini che riposano solo a qualche grado in meno della calda sala.
Nel frattempo si diverte ancora tra mare e monti la cucina di Iacobucci, con l'abbinamento tra triglia e foie gras: Triglia croccante con scaloppa di foie gras, estratto di peperone, salsa di ostrica e caviale Asetra


piatto piuttosto delicato, con belle sensazioni vegetali apportate dall'estratto di peperone e dalla spugna di prezzemolo, forse carente di sapidità, apportata solamente dalla piccola quota di salsa di ostrica e caviale che finisce troppo presto. Per abbinare questo piatto la scelta del Maestro d'Anfora è caduta sul Manna di Franz Haas in versione 2012, blend di Sauvignon, Traminer, Riesling e Chardonnay, le cui peculiari note floreali e verdi, derivanti soprattutto dai profumi primari del Traminer e del Sauvignon si sposano egregiamente con le note del piatto.
Nell'attesa del piatto successivo, una tartare di gamberi e caviale ci arriva in tavola, delizioso e gradito extra menu dalla cucina, con cui prosciughiamo le bottiglie di Manna rimaste sui tavoli.

                   Tortellino con crema di provolone del monaco e tartufo bianchetto

Il tortellino con crema di Parmigiano reggiano è un piatto storico di Massimo Bottura, e nel nostro menu Iacobucci si ispira esplicitamente a quel piatto, ma ce lo ripropone sostituendo il "nostro" Parmigiano reggiano con il "suo" Provolone del monaco, ancora una volta creando una commistione tra la nostra tradizione e la sua terra. Perfetto il tortellino, e lodevolissima interpretazione, complicata però dal fatto che l'intensità del provolone invecchiato è superiore a quella del Parmigiano, per cui il piatto risulta piuttosto sapido. E' anche vero che in virtù di questo, e conoscendo il piatto, abbiamo voluto metterlo come ultima portata prima del dessert, però più d'uno di noi ne ha rimarcato la sapidità.
Nei calici un vino di una produttrice che compare abbastanza frequentemente nei nostri menu: Arianna Occhipinti, in questo caso con il suo Frappato 2010.



Non avremmo potuto finire il nostro menu se non proponendo un altro cavallo di battaglia di Agostino Iacobucci, il babà a tre lievitazioni, soffice e goloso.



La scelta del vino in abbinamento è caduta sul classico passito di Pantelleria Ben Rye di Donnafugata, in versione 2012, discreto ma in realtà per noi piuttosto sbilanciato sul versante della dolcezza.
Gradevole la piccola pasticceria a conclusione di una serata che, a parte i tempi piuttosto dilatati tra una portata e l'altra, è comunque piacevolmente trascorsa in una delle più belle e particolari location di Bologna (e non solo...), in compagnia di una delle migliori cucine attualmente sul territorio, condotta da un giovane Chef che sembra aver trovato un suo stile riconoscibile e con guizzi di genialità. 
E il prossimo mese ci attenderà un Bolognese DOC... stay tuned.



Ristorante I Portici
Via Indipendenza, 69
40121  BOLOGNA
 


domenica 25 gennaio 2015

Agape di Gennaio, Trattoria Enoteca Barsotti, Marzabotto (BO)




Agape di Gennaio, ovvero: "Ne vorrei un'Ape Car..."

E' vero: l'orario di convocazione dell'Agape era per le 20:00, come chiaramente evidenziato sulla prima Ex-Cathedra dall'ineffabile neo Gran Maestro, capita però che cinque distratti Confratelli (fra cui la coppia di cucina, ndr.) si siano presentati puntualissimi alle 20:30, in piena zona guidrigildo da ritardo. Comincia così la prima Agape del 2015, che vede un nuovo Gran Maestro ed una inedita coppia di cucina, in un posto che sta diventando un appuntamento fisso già da qualche anno come apertura dell'anno fraterno, l'Enoteca Trattoria di Francesco e Lorenzo Barsotti in quel di Marzabotto.

Durante le nostre Agapi, quando capita che una portata servita eccella per piacevolezza e golosità, viene tradizionalmente chiamata "piatto da gamella", ad indicare che di quel piatto ne mangeresti fino a saziarti. Dopo un'entrata composta da un animella con abete e cime di rapa, che subito ti fa capire in che campionato stiamo giocando, ci viene servito quello che per acclamazione diventa il piatto da gamella della serata: Crudo di Salmerino del Corno alle Scale con Albana e dragoncello (foto di apertura) in cui Lorenzo Barsotti dimostra una precisione micrometrica nel dosare gli ingredienti. Il nuovo Maestro d'Anfora, notoriamente amante degli spumanti (per cui quest'anno ne vedremo delle...bolle), abbina a queste prime due portate un intrigante Vouvray, dalla beva un po' grassa e dal dosaggio ingombrante.


Il problema, se così possiamo definirlo, si pone con il piatto successivo: Scampi, alghe e mare


essendo stato il precedente talmente buono da essere giudicato "da gamella", questo piatto, ancora più buono, ci lascia senza l'aggettivo appropriato finche qualcuno esclamò: "Di questo invece ne vorrei un'Ape Car...!" ridefinendo quindi un livello di bontà che va oltre la gamella.


Da Ape Car anche l'abbinamento con lo straodinario Champagne, il Larmandier-Bernier Terre di Vertus 2008, Pas dosé, blanc de blancs 1er cru, che viene mantenuto anche sul piatto successivo: Spaghettone, scorfano, riccio di mare e bergamotto, dalla cottura esemplare, sapido e profumato.


Dal mare alla cacciagione con il piatto seguente: Raviolo di germano con trombette della morte, crescione e tartufo. 


Sempre bolla in abbinamento, l'eccellente Rosé de Maceration di Benoit Lahaye, da Pinot nero 100%


che però fatica a reggere l'intensità dei ravioli di germano. Ad onor del vero durante la prova fatta in precedenza per stabilire piatti ed abbinamenti i ravioli erano più delicati (di pernice) ed il vino abbinato è stato l'ottimo rosé di Alain Couvreur, che si abbinava perfettamente ma purtroppo non più disponibile. 
Come intermezzo defatigante, a guisa di sorbetto, una mezza porzione di tradizionale ribollita toscana, ad onorare le origini dei fratelli Barsotti.
Buonissimo anche il Maialino morbido e croccante con nocciole, verza e birra, in cui al gioco delle consistenze, in cui spicca la scioglievolezza della carne, si sommano tendenze dolci, acide e amare... Piatto perfetto, chapeau.



Come abbinamento al maialino abbandoniamo le bolle per passare a Verduno con il Barolo Acclivi di Burlotto in versione 2010, giovane ma già elegante, figlio di un'annata magica per le Langhe.


Mezza porzione anche per un primo dessert che affonda le radici nelle origini etrusche di Marzabotto, Orme etrusche: latte, miele, rosmarino, semola ed idromele


In abbinamento a questo dessert, dalla dolcezza misurata, il Maestro d'Anfora propone una Mosella d'annata, il Meulenhof Erdener Treppchen Riesling Spatlese 1992, elegante e persistente, con una freschezza che maschera alla grande i 23 anni, peccato che il residuo zuccherino, presente ma non importante, faccia fatica a sostenere la dolcezza, seppur delicata, del dessert.


Molto buono anche il secondo dessert, anche lui giocato su note non troppo dolci e con un finale amaricante dato dal gelato al rabarbaro, definito da Lorenzo Barsotti come una Dolce amarezza.


Per concludere degnamente la serata un pegno offerto dai cinque Confratelli ritardatari a tutta la tavolata: visto che i giapponesi stanno facendo passi da gigante nel mondo della distillazione (e a sentire questo Whisky direi anche nella giusta direzione), abbiamo aperto questa bottiglia, memori di Bill Murray in Lost in Translation.



A questo punto il Simposiarca, sentito prima il parere del Gran Maestro e dopo un rapido sondaggio fra i presenti, visto l'andamento della serata, decide di attribuire il nostro massimo riconoscimento ai fratelli Barsotti, colpevoli di averci fatto passare una serata speciale, applaudendo sia la sala che la cucina con il nostro Gran Glangor di forchette sui cucchiai. 
Dopo questa bellissima esperienza in quel di Marzabotto, in cui abbiamo trovato la cucina di Lorenzo Barsotti in ulteriore crescita, dovremmo ritrovarci per un Agape Gentile in pieno centro di Bologna, sempre che la prova confermi le aspettative...




Trattoria Enoteca Barsotti

Via Vittorio Veneto, 3/B


40043 Marzabotto (BO)


Tel. 051 6787003