Blog di discussione su enogastronomia per chi, come la Confraternita delle Franche Forchette, è sempre alla ricerca della sublimazione della tavola in tutte le sue declinazioni: cucina, vino e sala.



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domenica 12 maggio 2019

Agape di Aprile: Ristorante Uliassi, Senigallia (AN)








 Agape di Aprile: fuori di testa...


Fuori di testa è l'agnello di questo piatto, incontrato lungo l'emozionante viaggio che Mauro Uliassi ci ha proposto attingendo a piene mani dai piatti del Lab 2019.
Fuori di testa siamo anche noi, una volta arrivati al termine di un percorso che fonde ed alterna con magistrale sapienza, sensazioni ed elementi di terra e di mare.
La bravura di Mauro Uliassi è giustamente ed ampiamente celebrata dalle migliori penne dell'enogastronomia che periodicamente ne tessono le lodi, specialmente ora che con l'assegnazione della terza stella è salito sul gradino più alto del podio, quello sul quale solo pochi eletti possono erigersi.
Limitiamoci quindi noi, umili appassionati, a raccontare quello che che è stato uno dei migliori pranzi fatti qui, sulla banchina di Levante 6, a Senigallia.

Tutte le volte lo diciamo, però non siamo ancora riusciti a farlo: la prossima volta, del Wafer alla nocciola e foie gras, ne vorremmo 10 a testa, in pratica una confezione di Manner...







Dopo il consueto e graditissimo benvenuto ed il servizio di pani di livello assoluto, cominciamo il viaggio con il Blanc de blancs Grand Cru di Bruno Paillard: bellissima bottiglia, acidità e sapidità gessosa che spinge in bocca, frutta tropicale al naso.



In abbinamento, direttamente dal Lab 2019, Canocchia marinata, semi di frutto della passione e olio di pepe rosa.


Canocchia marinata, semi di frutto della passione e olio di pepe rosa.


Dopo questo ottimo inizio, ecco la prima sorpresa: se io, umile contadino, mi ritrovassi tra le mani un'ostrica freschissima come la preparerei ?? 
A questa domanda, che si pone Mauro Uliassi, la sua risposta è semplice ma geniale: scottata e condita con il grasso del prosciutto! Così nasce l'ostrica alla contadina, essenza della cucina di Mauro Uliassi, affacciata sul mare ma con lunghe e profonde radici che affondano nell'umile tradizione culinaria dell'entroterra marchigiano. La foto manca, colpa mia che l'ho mangiata prima di fotografarla...
Sempre continuando con lo Champagne di Paillard arriviamo al Pancotto di mandorle, amaretto e riccio di mare.

Pancotto di mandorle, amaretto e riccio di mare.

Cambio di vino sul prossimo piatto: ad un'ottima corona di rombo e salsa tzatziki all'arancia abbiniamo l'Etna bianco di Tenute delle terre nere Calderara Sottana 2015.

Corona di rombo e salsa tzatziki all'arancia


E ancora si ripropone, irruente, l'irresistibile connubio tra terra e mare: un osso buco con la tradizionale gremolada, ricoperto di trippe di baccalà e semi di sedano. Il mare dentro.
Piatto emozionante, che sul mio personalissimo cartellino sale sul podio del migliore nel 2019. Per noi tutti, piatto da gamella. 


Il mare dentro

Primavera periodo di spugnole (o Morchelle): Mauro le prepara con salsa di vino bianco e mango.

Morchelle, salsa di vino bianco agli agrumi e mango

Dopo questo piatto abbandoniamo il delizioso Etna bianco per un grande classico del territorio: su una fantastica pasta al lardo di polpo, stappiamo il Podium 2014 di Garofoli, storico verdicchio dei castelli di Jesi.

Pasta al lardo di polpo

Ancora il Podium sul piatto successivo: Gobbetti, prezzemolo, cicoria e lumache.

Gobbetti, prezzemolo, cicoria e lumache

Dopo questi due piatti di pasta, il nostro menù prevede la lepre in salmì, abbinata egregiamente al Pinot nero 2015 di Gottardi.

Lepre in salmì

In realtà dopo questo buonissimo piatto ci arriva un'altra sorpresa. La tradizione vuole che, una volta cotto l'agnello alla brace, il pezzo più conteso dagli uomini fosse la testa, che veniva spolpata in tutte le sue componenti. Nasce così l'agnello fuori di testa, piatto appena escogitato da Mauro che ce lo ha fatto assaggiare in anteprima: Occhio, cervello, guancia e lingua. Da fuori di testa!!

Agnello fuori di testa

Dopo questa lunga carrellata di emozioni ci saremmo aspettati il dessert finale, ed invece, dalla cucina, un'ulteriore sorpresa: abbinati al Maximo 2016 di Umani Ronchi ne arrivano tre!!

Gelato al fiordilatte e meringa ai frutti rossi

Bavarese alla vaniglia, gelato al rosmarino e succo di morlacco

Soufflè di cioccolato al Lagavulin

La manina che centellina il Lagavulin sul soufflè è proprio quella di Mauro...



Infine la deliziosa piccola pasticceria che conclude questo coinvolgente ed emozionante viaggio.

Gran Clangor ovviamente attribuito all'unanimità. 
Ormai a Mauro Uliassi il GranClangor risulterà una semplice formalità, dal momento che è l'unico cuoco ad aver sempre ricevuto questo riconoscimento tutte le volte ci siamo seduti al suo tavolo. Ormai saranno già una decina, dal momento che nel 2012, per l'Agape del quarantennale, era già il primo nella nostra personalissima classifica con 4 gran Clangor ricevuti. Ed il pellegrinaggio annuale a Senigallia da allora credo non sia mai saltato...
Del resto, quale altro cuoco può esibire sui sanitari del bagno una palese citazione alla Confraternita!!

Mauro Uliassi... Uno di noi





Ristorante Uliassi
Banchina di Levante 6, 
60019   Senigallia (AN)












































mercoledì 30 aprile 2014

Agape di Aprile: ristorante Uliassi, Senigallia (AN)


Agape di Aprile: la trigliologia, ovvero la trilogia di triglie.
Dopo tanti anni di frequentazione siamo giunti alla conclusione che Mauro Uliassi, fra la altre cose, è il miglior esecutore di triglie del globo terracqueo...
Ma partiamo dall'inizio, rendendo omaggio ad uno dei protagonisti di tutte le nostre trasferte, sempre citato ma mai mostrato, il nostro mitico pulmino...


Lungo una sonnecchiosa A14, ancora vergine dagli ingorghi estivi, scivola tranquillo il nostro trasferimento verso la Banchina di Levante di Senigallia, ansiosi di provare il menù costruito dal nostro Gran Credenziere, attinto a piene mani dal nuovo Lab 2014 e con rimandi a ricordi degli anni passati.
La prima novità arriva con l'amuse-bouche: in aggiunta all'ormai mitico loacker di nocciole e   foie-gras con shot di Kir royale  (presenza costante sulle tavole di Uliassi dal lontano 2006) quest'anno arrivano come benvenuto anche un'idea di oliva all'ascolana cruda ed un alga fritta.


Non trascendentale l'alga, dal sapore iodato e che ricorda nella texture la famigerata nuvola di drago; sorprendente l'oliva all'ascolana cruda: un cuore di tartare di manzo rivestito da una gelificazione di oliva verde e granella di frutta secca tostata.
Apprezzatissima la scelta del Gran Maestro d'Anfora, caduta sul Blanc de Blanc di Fallet Prevostat, buonissimo Champagne che ci accompagnerà per i primi quattro piatti del menu.

 Gambero Rosso


Bagnasciuga


eccellenti queste prime due portate, direttamente dal Lab 2014: acido, dolce e goloso il Gambero rosso,  più cerebrale il bagnasciuga,  un concentrato di iodio con ricci di mare, alghe croccanti e crudo di bianchetti.
Dopo questi primi due piatti cominciamo la trilogia di triglie con un classico già mangiato tre anni fa, quando ci fermammo per una sosta "frugale" durante la trasferta in Abruzzo: 

Triglia croccante, zuppa di prezzemolo e colatura di alici

a seguire quello che, fra tutti i nuovi piatti del Lab 2014, forse ci è piaciuto di più....

Triglie fritte in saor di aceto, pecorino e prosciutto 

e  per finire la trilogia di triglie il nostro Credenziere ha voluto ricordare un Confratello, non più fra noi, che soleva ricordare questo piatto di Mauro come uno dei più buoni mai mangiati, e per cui valeva da solo il viaggio fino a Senigallia....

Sandwich di triglia, pecorino e verza

In abbinamento su quest'ultimo piatto abbandoniamo a malincuore (ndr.), Fallet Prevostat in favore di un verdicchio di Matelica, il Cambrugiano di Belisario, servito in magnum, annata 2010, che con la sua notevole struttura supporta tranquillamente la maggior struttura di questo piatto e di quelli a seguire.
Esaurita la trilogia di triglie riprendiamo con un altro piatto estrapolato dal Lab 2014, ed anche questo entusiasmante, tanto che si è giocato la palma del migliore insieme alle triglie in saor....

Ricciola alla puttanesca

apparentemente semplice nell'esecuzione ma geniale nella riproposizione del primitivo sapore della puttanesca con olive, capperi, filetti di pomodoro perfettamente equilibrati su un crudo di pesce. 

Rombo alla brace, purea di roscani e salsa bruciata

Agretti, barba di frate, erba del Negus, roscani.... regione che vai, nome che trovi per questa tipica verdura primaverile che fa da contorno a questo secondo, posizionato dal nostro Credenziere come ultimo degli antipasti in funzione della portata che avrebbe dovuto seguire, un piatto che Mauro ha insistito per inserirlo nel nostro menu: le tagliatelle alla lepre. 
Con nostra sorpresa invece ci arriva in tavola un altro piatto che Mauro ha voluto farci assaggiare...

Fusilli con ricci di mare, cicoria, acetosella e rabarbaro

anche questi fusilli sono una nuova creazione inserita nel Lab 2014....il nostro Credenziere non li aveva aggiunti al già lungo menu per  non mettere alla prova il nostro ventre capiente, che al contrario ha tranquillamente sopportato anche questa deliziosa aggiunta.
Purtroppo, molto di rado, capita di inserire in menù piatti che non siano stati assaggiati durante la prova (mai per colpa del nostro infallibile Gran Credenziere, quando succede è sempre per assecondare i desiderata dello Chef di turno...), e regolarmente gli abbinamenti con il vino vanno a farsi friggere.....

 Tagliatelle al sugo di lepre


Intendiamoci, il piatto è spettacolare e ringraziamo ancora Mauro per le pressioni esercitate sul Credenziere al fine di inserire questo piatto in menu...un sugo praticamente a crudo con i tagliolini ricoperti di spagnina (erba medica, ndr.), per evocare l'idea della lepre che si nasconde nel campo di erba medica. 
Il nostro Gran Maestro d'Anfora, anche lui orfano dell'assaggio del piatto, in fase di preparazione del menu, sentendo sugo di lepre risponde...Bolgheri!!!
Cosi fu.....a questo piatto dal sapore tutt'altro che incisivo e dai delicati sentori vegetali il vino predisposto in abbinamento è stato il Cà Marcanda 2009 di Gaja, classico Supertuscan costruito a Bolgheri, che asfalta piatto e palato; fortunatamente ci soccorre  il Cambrugiano ancora nei calici con cui troviamo un più che discreto abbinamento.
Nessun vino e reset del palato con un primo rinfrescante dessert...

Carota ghiacciata, arance e meringa al limone

Dolce e goloso il secondo dessert, a cui viene abbinato il vino più interessante della giornata...

 Biscotto al molasses, gelato di cioccolato, caffè, caramello e liquirizia



Banyuls 2011, Vinyer de la Ruca

Merita due parole questo Banyuls assolutamente biodinamico, talebanamente e Steinerianamente biodinamico.... un migliaio di bottiglie prodotte, dalla strana forma in vetro soffiato ed etichetta artistica, per un vino dolce, fresco, profondo e assolutamente non stucchevole.
Lo produce un fiorentino trapiantato a Banyuls-sur-mer, Manuel De Vecchi......Chapeau.
Petit four e caffè chiudono quest'Agape in cui, ca va sans dire, viene attribuito a Mauro Uliassi l'ennesimo Gran Clangor, confermandolo come lo Chef più premiato nella storia ultraquarantennale della Confraternita....
Ed ora via, sul nostro mitico pulmino, che nell'Agape di Maggio si appresterà a varcare gli italici confini per condurci a festeggiare l'addio al celibato del nostro impenitente scapolo.....
Meta dell'Agape sarà il ristorante che la classifica 50 Best di quest'anno indica come il primo in Francia.....il Mirazur di Mentone.  A bientot.








giovedì 13 giugno 2013

Agape di Aprile, ristorante Uliassi, Senigallia (AN)

 

Come ogni racconto (non giallo) che si rispetti… cominciamo dalla fine: l’ineffabile Mauro Uliassi entra negli annali della Confraternita delle Franche Forchette, meritandosi il 5° Gran Clangor consecutivo, per averci deliziato ancora una volta in un’Agape di aprile davvero sfolgorante.
Dopo l’abituale accoglienza che la squisita gentilezza di Catia Uliassi ci ha riservato, le nostre papille sono state immediatamente solleticate dal tradizionale Loacker di foie gras abbinato al Kir Royal e dai fragranti grissini, ai quali, insieme ai deliziosi pani di nuove e interessanti tipologie che di lì  poco sarebbero apparsi sulla nostra tavola, è davvero difficile resistere, pur sapendo che il menu che ci attendeva avrebbe richiesto tutta la nostra (capiente) capacità gustativa. 


   


Le danze culinarie si sono aperte quindi con la ricciola in agretto di pomodoro e crudo di scampi, piatto che si può descrivere come un rinfrescante tuffo in mare, ottimo ristoro e stimolo ad un sano appetito.
Poi un’incredibile mozzarella di bufala di Piandelmedico, paesino marchigiano dell’interno, non lontano da Jesi, dove un coraggioso casaro ottiene un prodotto che nulla ha da invidiare alla meritata fama della bufala di Battipaglia; a ciò si aggiunga che l’abbinamento con deliziose elaborazioni vegetali e frutta secca rende il piatto una indimenticabile tavolozza di colori bella quasi quanto buona.  In abbinamento, per richiamare le dolci note candite vegetali, un Riesling della Mosella, il Riesling Erdener treppchen Kabinett 2010 di Dr. Loosen.

  
E’ stato quindi “il fosso”, ardito e riuscitissimo accostamento di lumache e coscette di rana in un tripudio di sapori erbacei e appaganti a scatenare sommessi mugolii di soddisfazione fra i confratelli ormai sopraffatti dal piacere gastronomico. Un piatto che richiama, per volontà dello stesso Chef, il cibo “povero” della campagna antica, quando proprio nei rii fra i campi si trovavano quelle gustose proteine sostitutive di quelle della carne, generalmente accessibile solo a pochi fortunati.

Su questo piatto, e sui due successivi, il Gran Maestro d'Anfora ha proposto un bianco macerato marchigiano di Maria Pia Castelli, lo Stella Flora 2009, blend di Passerina, Pecorino, Malvasia e Trebbiano, dal color oro antico con riflessi arancioni e dalla struttura capace di abbinarsi alle rustiche note del piatto.
Sono seguite le cannocchie "nbriaghe" all'anconetana, rivisitazione di un piatto tipico, trasformato nella presentazione di canocchie perfettamente sgusciate da gustare con tre diverse note aromatiche  pennellate attorno ad esse.      
I piccoli filettini di  triglie, fritte all'aceto, con pecorino e prosciutto, hanno confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che Uliassi è senz’altro un maestro nel trattare il vermiglio pesce adriatico, che così spesso è alla base di creazioni fantasiose e gustativamente appaganti (la Confraternita ricorda con immutata gratitudine le numerose varianti del sandwich di triglia, una migliore dell’altra).  
 

Il “pollo arrosto e insalata?” è stata un’altra sorprendente ideazione del nostro anfitrione, che, partendo dalle robuste cosce di un pollo ruspante, arrostendole come da tradizione e poi abbinandole sul piatto ad una tenerissima insalata inframezzata da macchie di succo d’ostrica e nero di seppia, ci confonde con brio e innovazione, impedendoci di definire chiaramente se siamo di fronte ad una proposta di mare o di terra. Ciò che è certo è che al termine, eravamo davanti ad un piatto vuoto e insolitamente ripulito dalla “digitale scarpetta” conclusiva che lo Chef in persona si raccomanda di fare.        


E’ stato quindi il momento di un grande, inimitabile classico, che ci ha nuovamente (a distanza di tre anni dal primo assaggio) totalmente soddisfatti: lo spaghetto affumicato con le vongole e datterini arrostiti. Uno spaghetto con diametro e lunghezza realizzati in maniera artigianale appositamente per il ristorante Uliassi, di consistenza sopraffina, cotti ed emulsionati alla perfezione grazie alla “risottatura” in padella con il brodo di anguilla affumicata. L’entusiasmo dei confratelli ha raggiunto a quel punto un acme di piacere tale, da accettare di buon grado l’auto-guidrigildo generalizzato, pur di poter richiedere (e gustare nuovamente) un delizioso bis.
La nota affumicata ci ha portato a proporre nei calici un  Stefano Antonucci Bianco 2004, Verdicchio affinato in legno, le cui note boisé e i complessi aromi terziari ben si accompagnavano allo spaghetto e al successivo rombo in porchetta, che ha mantenuto altissima la soddisfazione del palato, solleticato da un gusto pieno ed intenso, e che non ha diminuito la ascesa gastronomica generatasi nel corso di tutta l’agape.
E’ stata dunque la volta del gelato di formaggio e meringa di idromiele, che d’un lampo ha ripulito e solleticato a sapori dolci le fraterne papille, preparandole alla spettacolare (esteticamente) e succulenta (gustativamente) zuppa inglese, la cui componente rossa all’Alchermes era stata resa spumosa al sifone e poi solidificata con l’ausilio del ghiaccio secco, prima di essere spezzata con un unico colpo di cucchiaio e tornare naturalmente a mescolarsi con gli altri elementi tipici, secondo la più pura tradizione, della migliore zuppa inglese, che i confratelli emiliani hanno potuto ritrovare nelle loro infanzie, grazie all’immediata reazione della memoria involontaria, che così bene fu descritta da Proust e da Montale. 

Abbinamento francese con il dessert: Rivesaultes rouge Sarda Mallet 2001, vino dolce naturale a base di Grenache 100%.
Con la piccola pasticceria è giunto solo il rammarico per essere così sazi e soddisfatti, da essere obbligati a  riconoscere che l’Agape avrebbe dovuto ritenersi conclusa… comunque, da quel giorno, la Confraternita ha fatto proprio il motto: “non c’è 5 senza 6!” (vedasi l’inizio del racconto).  

(Resoconto scritto da Carlos VI...)

sabato 18 giugno 2011

Agape di Giugno, ristorante Uliassi, Senigallia (AN)

"Scusi, si potrebbe accendere l'aria condizionata?"
"Mi dispiace, non l'abbiamo..."
Ci voleva una calda e afosa giornata di Giugno per poter trovare, finalmente, un difetto al locale di Catia e Mauro Uliassi......
Ma cominciamo dal principio: quattro ore di viaggio ci sembrano sufficienti per affrontare la tratta Bologna-Senigallia durante il solito, delirante, Sabato mattina estivo dell'A14.....
Il nostro mezzo, questa volta condotto da una gentile dama, in effetti fatica non poco per districarsi dagli ingorghi che attanagliano l'autostrada in direzione mare......finalmente, verso Faenza, il traffico sembra darci tregua, il pulmino riprende spedito la marcia verso la nostra destinazione, e grazie all'abilità della nostra auriga riusciamo ad arrivare a Senigallia con quasi un'ora di anticipo. Nel frattempo il Converso Amoroso, dovendo scendere con la gentile consorte per trascorrere in quel di Senigallia l'intero Week-end (l'idea sarebbe stata quella di fare l'accoppiata Uliassi Cedroni) decideva di usare il proprio mezzo ma rimarrà inesorabilmente bloccato nel pantano trafficoso della Via Emilia.
Trovandoci noi invece in centro a Senigallia con quasi un'ora di anticipo, decidiamo per un aperitivo all'Anikò, la salumeria ittica di Moreno Cedroni, dove insieme a gustosi assaggi brindiamo con un Velenosi Brut (gradevole....75/100). Solo la temperatura particolarmente elevata, e un fastidioso odore di asfalto, guastano l'atmosfera.
All'orario previsto finalmente entriamo nel locale di Catia e Mauro e, al momento di accomodarci al tavolo, ancora accaldati per la sosta all'Anikò, ci accorgiamo della mancanza dell'aria condizionata (sarà questo il motivo per cui a questo locale non sono ancora state assegnate le tre stelle??). L'illustrissimo Simposiarca (io nella fattispecie) decide quindi di esentare i Confratelli dall'obbligo della giacca e della cappa, ma non dell'insegna, per meglio sopportare la calura estiva che ci avrebbe accompagnato durante tutta l'Agape.
Le danze si aprono come al solito con il Loacker di fegato grasso e nocciole abbinato a uno shot di Kir Royal, e a seguire una fresca e profumata Zuppa di vongole con limone e coriandolo, in abbinamento il nostro Gran Maestro d'Anfora ha scelto Le Vaglie 2006 di Stefano Antonucci, un ottimo Verdicchio dei Castelli di Jesi (...per me 89/100), che ci accompagnerà anche per i cinque piatti successivi.
E già la calura comincia a farsi più sopportabile....
Cannocchie, succo di cannocchie, limone e aglio da taglio il miglior piatto di cannocchie finora mai mangiato in vita mia........punto e basta.
Seppie giovani arrostite "sporche", granita di ricci di mare e erbe selvatiche, un ennesimo capolavoro di Mauro, i piccoli dadini di granita si sciolgono in bocca avvolgendo le morbidissime seppie con un intenso sapore di mare.....godurioso.
Scarpetta di pane e sugo di brodetto all'anconetana quando la genialità sta nella semplicità. Quello che tutti facciamo, o vorremmo fare, al termine di una zuppa di pesce, cioè intingere una morbida fetta di pane nel sugo rimasto sul fondo del piatto, Mauro te lo prepara direttamente nel piatto: pane eccellente, sugo eccellente.....et voilà, piatto eccezionale.
E ci si accorge che la calura iniziale si è trasformata in lieve tepore......
Primo fuori menù, Triglie croccanti, cannolo di misticanza di campo, zuppa di prezzemolo con colatura di alici e mela candita....me lo ero perso in Aprile, per fortuna me l'ha riproposto come fuori menù......mi dispiace per i tuoi spaghetti affumicati Cristina (Bowerman) ma questo diventa il mio piatto top 2011.....sublimazione del gusto ai massimi livelli.....
Fine del primo tempo con la Capasanta tandorii, zenzero e pompelmo, piatto fresco e profumato, un preludio defatigante per la sequenza successiva di piatti via via più intensi.
A questo punto cambio di vino: Mersault Tillets 2005, Jobard peccato per la prima bottiglia, affetta da ossidazione precox.......molto buona la seconda (90/100), purtroppo l'ultima della cantina.
E si prosegue con Baccalà arrosto e sugo di baccalà alla griglia, creativa e deliziosa preparazione, preludio ai due piatti successsivi, Linguine "Antonio Mattei", granceola, lime, menta e cocco e il secondo fuori menù Risotto Acquarello con sugo di piccione, bagnacauda e parmigiano invecchiato 7 anni due piatti perfetti a cui abbiamo abbinato un eccellente bianco fatto da un grande rossista: Mersault Pacalet 2008 (peccato per l'infanticidio, comunque per me 93/100)
Time out con Green: spuma e aria di mela verde che preannuncia l'arrivo del Selvatico (vedi foto d'apertura) un'alzavola accompagnata da un crostino con le sue interiora....preparazione che ricorda quella della sua mitica Beccaccia....e altrettanto goduriosa.
Borgogna rossa su questo piatto: Chambolle-Musigny 2005 Jean Claude Boisset (anche per lui 93/100) e abbinamento d'amore con l'alzavola.
Un gradevole Mojito di pre-dessert e d'un tratto ci accorgiamo che nessuno fa più caso alla temperatura. Zuppa di frutto della passione, gelato di yogurt, pepe rosa e banana caramellata anche il dessert è superlativo........un po' meno il vino, Passito Tordiruta 2005 Moncaro (83/100...e sovrastante il dessert)
Come al solito deliziosa, e divertente, la piccola pasticceria con il mini bombolone, la crema catalana e il cioccolatino con le particelle di peta zeta.....
A questo punto, sentito il parere del Gran Maestro, del Tetrarca Precursore e degli altri Confratelli presenti, in qualità di Simposiarca dispongo l'attribuzione del Gran Clangor di forchette in sui cucchiai.....e per la prima volta nella storia quarantennale della confraternita un ristorante riceve il nostro massimo riconoscimento per la quarta volta consecutiva su quattro visite (tanto per mettere un po' di sale sulla coda al nostro buon Mauro, ricordo però che a quota tre incalzano Perbellini e la Tenda Rossa)
E a nessuno venne più in mente l'aria condizionata.........


Ristorante Uliassi
Banchina di Levante, 6 _ 60019 Senigallia (AN)
tel. +39 071 65463
fax +39 071 659327
e-mail: info@uliassi.it