Comincio questa recensione parafrasando la celeberrima pellicola di Steno con l'Albertone nazionale: in realtà stiamo parlando di Cristina Bowerman, giovane chef Italo-Americana trapiantata a Trastevere, nel cuore della movida Capitolina.Il locale, specialmente alla sera, non è facile da raggiungere: anche il Taxi che mi accompagna si deve arrendere davanti al muro di gente che affolla i vicoli di questa zona di Roma.
Dopo un breve percorso a piedi, incrociando mandrie multietniche di turisti caciaroni e passando accanto a locali storici (Checcho er Carettiere, la Parolaccia...) e a vere e proprie trappole per turisti con tanto di buttadentro che cercano di imbonirti usando improbabili idiomi, finalmente varco la soglia del locale.
E la musica cambia....il contrasto con l'esterno è Perbelliniano (passatemi il neologismo....), cilindri di acciaio e luce scendono dalle pareti, l'arredamento è moderno, dominato da acciaio e cristallo e in stile minimalista.
Ma il contrasto abbagliante con la zona circostante esce dalla cucina.....a cominciare dai pani, dove spicca un fragrante panino al nero di seppia e frutta secca, e dall' amuse bouche, una chenelle di soffice ricotta di bufala su vellutata di piselli e pangrattato. Poi il via alla sequenza dei piatti....
Si comincia con un calamaro grigliato con carote, alghe e pancia di maiale: un piatto decisamente fusion, con rimandi alla cucina orientale, con sapori equilibrati ma netti e decisi, che fanno presagire un crescendo di tutto rispetto.
A seguire una deliziosa Tartare di filetto di manzo con arancia, capperi, tobiko, salsa al wasabi e microverdure: altro piatto in cui compaiono elementi orientali e giocato sulla nota dolce della salsa all'arancia.
Richiamo alla cucina tradizionale con i ravioli ripieni di amatriciana e guanciale croccante, piatto tecnicamente difficile: immagino l'uso di colla di pesce e freezer (o abbattitore) per poter riempire una sfoglia sottile con un ripieno che poi diventerà liquido alla temperatura di servizio...forse però il piatto meno convincente della serata e già visto, ovviamente in altre versioni, in altri lidi (Beck e Bottura p.e.....). Intendiamoci, nessun difetto, sfoglia molto sottile e sugo all'amatriciana che ti invade le papille gustative appena assaggi il raviolo, però a mio avviso piatto che manca di un pò di sprint, forse un pò di guanciale croccante in più non avrebbe guastato....
Si prosegue con un delicatissimo agnello Irlandese con purea di fave, bagnacauda, piselli, carciofi e animelle croccanti: carne tenerissima e dalla cottura esemplare.
A chiudere il menu un lingotto di cioccolato fondente, scaglie di argento (un richiamo all'oro di Marchesiana memoria...), frutto della passione e biscotto morbido al Gran Marnier.
Deliziosa infine la piccola pasticceria.
Dalla vasta lista dei vini ho scelto un Sauvignon Sanct Valentin 09, un calice di Pinot Nero Mazzon di Hofstatter per l'agnello e un Pedro Ximenes 12 y.o. con il dessert.
Spesa totale, vini inclusi, 107,00 €.....ampiamente meritati....
Ultima nota: il locale non effettua caffetteria, se si vuole il caffè c'è Checco er carettiere.....
In conclusione, un indirizzo sicuro da tenere a mente quando si passa dalla capitale, una cucina che vola alta, ampiamente sopra la meritata stella e una carta dei vini dai ricarichi più che accettabili per essere uno stellato....purtroppo forse poco indicato per una nostra Agape vista la conformazione del locale, ma da tornarci sicuramente in separata sede.....
Glass Hostaria
Vicolo de' Cinque, 58
00153 Roma
06 58335903
A chiudere il menu un lingotto di cioccolato fondente, scaglie di argento (un richiamo all'oro di Marchesiana memoria...), frutto della passione e biscotto morbido al Gran Marnier.
Deliziosa infine la piccola pasticceria.
Dalla vasta lista dei vini ho scelto un Sauvignon Sanct Valentin 09, un calice di Pinot Nero Mazzon di Hofstatter per l'agnello e un Pedro Ximenes 12 y.o. con il dessert.
Spesa totale, vini inclusi, 107,00 €.....ampiamente meritati....
Ultima nota: il locale non effettua caffetteria, se si vuole il caffè c'è Checco er carettiere.....
In conclusione, un indirizzo sicuro da tenere a mente quando si passa dalla capitale, una cucina che vola alta, ampiamente sopra la meritata stella e una carta dei vini dai ricarichi più che accettabili per essere uno stellato....purtroppo forse poco indicato per una nostra Agape vista la conformazione del locale, ma da tornarci sicuramente in separata sede.....
Glass Hostaria
Vicolo de' Cinque, 58
00153 Roma
06 58335903














